Nella prevenzione e contrasto del gioco d’azzardo patologico il settore può avere un ruolo positivo in quanto se “monitora” bene la situazione e tutti gli operatori tengono sotto controllo i loro consumatori e cercano di tutelarli in modo intelligente, la ludopatia che ora sembra essere il “male di tutti i mali” potrà essere più controllata. Nel 1999 il gioco lecito non esisteva, il gioco patologico non aveva raggiunto i cittadini e non se ne parlava a livello mediatico. Dopo l’introduzione del sistema legale di raccolta del gioco a mezzo degli apparecchi omologati dall’Amministrazione Finanziaria, i Sert si occupano sempre, come allora, di quei consumatori che si “fanno travolgere” dal gioco compulsivo.
Invece, l’industria del gioco lecito dovrebbe  farsi carico del GAP per proprio esclusivo interesse in modo che i consumatori non varchino mai la soglia dei Sert: quando entrano lì i consumatori escono sempre dal bacino dell’utenza del gioco poiché gli operatori mirano a far comprendere che “deve stare lontano dal gioco”. Le imprese di gioco devono, invece, limitare il GAP in contorni di accettabilità statistica perchè lo Stato vuole il danaro dal gioco ma non ne vuole i problemi, quindi con il GAP sotto controllo il business andrà avanti altrimenti si riconsegnerà alla clandestinità quel gioco che pubblico non può più essere. Il gioco moderato non è un problema dovrebbero giocare tutti e perdere tutti non soltanto pochi e questo dagli operatori del gioco che devono tenere tutto sotto controllo e valutare subito quali sono i consumatori da “controllare attentamente”. Sarebbe la salvezza del settore… senza chiedere nulla a nessuno (leggasj Stato).